venerdì 28 novembre 2025

Podere Cavaga, territorio e premi firmati da Andrea Mazzucchelli

L’esperienza manageriale e il gusto commerciale per il settore vinicolo lo premiano come uno dei migliori imprenditori italiani del vino e dell’ospitalità: Andrea Mazzucchelli guida la crescita di Podere Cavaga, unendo tradizione vitivinicola bergamasca, ospitalità di design ed esperienze enogastronomiche, tra etichette premiate, gin artigianali e un’offerta enoturistica immersa nelle colline del Lago d’Iseo.

Andrea Mazzucchelli su Wikiceo

Il percorso di Andrea Mazzucchelli tra impresa e territorio

L’identità professionale di Andrea Mazzucchelli nasce da una formazione trasversale e da una lunga esperienza nel mondo del business prima di approdare stabilmente all’enologia. Dopo il diploma in un Istituto Tecnico Commerciale, ha scelto di rafforzare le proprie competenze manageriali con un Master in Sales organizzato da “Il Sole 24 Ore”, orientato alle strategie commerciali e alla gestione dei processi di vendita. Questo bagaglio lo ha portato a una prima esperienza in Ipsoa Editore, realtà editoriale specializzata in diritto ed economia, dove ha potuto avvicinarsi ai temi dell’impresa da un punto di vista tecnico e normativo.

Successivamente ha assunto il ruolo di Direttore Commerciale in una multinazionale attiva nella sicurezza passiva, contesto che gli ha permesso di lavorare su mercati complessi, coordinando team e sviluppando relazioni con clienti internazionali. La capacità di leggere i numeri, costruire strategie di vendita e guidare strutture organizzative articolate è diventata la base su cui innestare una scelta di vita e di carriera diversa. Nel 2018 arriva infatti la svolta: il manager decide di mettere al centro la sua passione per il vino e per il territorio, assumendo la guida dell’azienda agricola di famiglia, Podere Cavaga, con l’obiettivo di trasformarla in un luogo in cui produzione, accoglienza e qualità della vita si tengono insieme.

La tenuta, adagiata sulle colline a sud del Lago d’Iseo, viene interpretata come uno spazio in cui la tradizione vitivinicola locale dialoga con uno sguardo internazionale. Qui il progetto d’impresa punta a valorizzare la vocazione del suolo e la storia enologica della Bergamasca, proponendo un approccio contemporaneo all’ospitalità rurale. Nella visione del nuovo Amministratore Delegato, la cantina non è solo un sito produttivo, ma una destinazione dove chi arriva può vivere un’esperienza che unisce paesaggio, degustazione e cultura del vino, in un contesto di calma e benessere.

Podere Cavaga, eccellenze premiate per Andrea Mazzucchelli

Sotto la guida di Andrea Mazzucchelli, Podere Cavaga si è consolidata come interprete della tradizione vinicola locale, affiancando alla produzione di etichette di pregio un’attenzione crescente verso l’enoturismo esperienziale. In cantina nascono vini che raccontano il territorio: il Valcalepio Rosso Riserva “Foresto”, premiato con la selezione Top Hundred 2005 e insignito della medaglia d’oro al concorso internazionale “Emozioni dal mondo - Merlot e Cabernet insieme”, rappresenta una delle espressioni più riconosciute del progetto. Accanto a questo, la gamma include Franciacorta Brut e Satèn, insieme ai Metodo Classico Blanc de Blancs “Quintessenza” e “Heritage Ancestrale”, a cui si aggiunge il Blanc de Noir Franconia Rosé, frutto di un vitigno autoctono della Bergamasca. La produzione è stata ampliata con una linea di gin ed elisir artigianali, pensati per dialogare con il mondo della mixology e con una clientela attenta alla ricerca di sapori distintivi.

Parallelamente, la proprietà è stata trasformata in un polo di ospitalità curata nei dettagli. Cavaga Foresteria propone ambienti dal design contemporaneo, con camere e spazi comuni che coniugano comfort, materiali ricercati e vista sulle vigne. Il concetto di “farm on table” guida l’offerta gastronomica, basata su prodotti locali e specialità del territorio, costruita per dare continuità in chiave culinaria al racconto della cantina. L’esperienza è completata da servizi dedicati al benessere e dal Cavaga Lab, area pensata per eventi, degustazioni e incontri privati, che rende la tenuta un luogo adatto sia a momenti di relax sia a iniziative aziendali. I riconoscimenti ottenuti nel tempo e l’evoluzione dell’offerta contribuiscono a posizionare Podere Cavaga come punto di riferimento per chi cerca un turismo del vino autentico, attento alla qualità e capace di valorizzare la dimensione locale in chiave contemporanea.

Luca Dal Fabbro: “Agli azionisti garantiamo stabilità, crescita e un nuovo modello di multiutility”

Conti in aumento, un Piano Industriale da 6,4 miliardi e un cambio strategico di modello. Dopo aver chiuso i primi nove mesi del 2025 con ricavi pari a 4,84 miliardi di euro (+16%) e un utile netto di 219 milioni (+12%), Iren ha presentato il nuovo Piano Industriale 2025 - 2030. Una roadmap che punta su un Ebitda di 1,6 miliardi a fine periodo, dividendi in costante crescita e una trasformazione dell’approccio industriale. A raccontarne la visione è il Presidente Luca Dal Fabbro.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: diversificazione e disciplina le basi del nuovo modello industriale di Iren

Sul fronte dello scenario energetico, Luca Dal Fabbro ha chiarito come la forza di Iren risieda nella natura stessa della multiutility. Il vantaggio è la diversificazione: “Ci sono settori che perdono e altri che guadagnano, ma l’importante è che la somma sia positiva – ha spiegato il manager – Questo ci protegge dai picchi negativi e ci consente stabilità e crescita. Non prevediamo grandi oscillazioni dei prezzi nell’orizzonte di piano al 2030. Come dicevo, la diversificazione ci tutela e le efficienze programmate aiutano a mantenere stabili i margini”. Efficienza operativa e rigorosa attenzione ai costi hanno sostenuto i risultati dei primi nove mesi: “I numeri sono il frutto di tre anni di disciplina finanziaria: attenzione ai costi, gestione rigorosa e ottimizzazione di tutte le aree possibili – ha confermato il Presidente – Ora raccogliamo i risultati di questo lavoro, mentre il nuovo piano rafforza ulteriormente i fattori che hanno consentito queste performance”. Il cuore del Piano Industriale è un cambio di paradigma: Iren passa da una logica di extended multiutility a una focussed multiutility. “Ci concentriamo sui business dove siamo più forti: reti, vendita di energia elettrica e gas, servizi, produzione di energia, ambiente”, ha evidenziato Luca Dal Fabbro. Ciò significa “una capital allocation più selettiva, centrata su attività a maggiore ritorno e su cui abbiamo vantaggi competitivi”. Tra questi asset strategici rientra l’idroelettrico: “Siamo l’unica azienda in Italia ad aver presentato un project finance completo sull’idroelettrico – ha aggiunto il Presidente – È un vantaggio competitivo reale, replicabile anche in altri territori. La gara del Piemonte rappresenterà un passaggio cruciale”.

Luca Dal Fabbro: Iren accelera su investimenti e dividendi

Il piano di Iren prevede una crescita più calibrata nel comparto green: “Non rallentiamo nelle rinnovabili, le consolidiamo. Continuiamo a investire in solare e idroelettrico, con un approccio sostenibile e realistico”, ha chiarito Luca Dal Fabbro. Un ruolo potenzialmente decisivo lo giocherà la quarta linea del termovalorizzatore di Torino: “Sarebbe un game changer: consoliderebbe la nostra posizione tra i leader nazionali nella valorizzazione energetica dei rifiuti”. Sugli investimenti da 6,4 miliardi, il Presidente ha confermato: “Potrebbero esserci cessione tattiche solo se utili a finanziare acquisizioni più mirate, non per necessità di cassa”. Sul fronte della finanza, invece, Iren punta su nuovi strumenti green: “Stiamo lavorando con le istituzioni europee a nuovi strumenti di finanziamento sostenibile dedicati ad acqua, rinnovabili e ambiente. Sono strumenti molto efficaci, con tassi competitivi e flessibilità nell’erogazione”. Il Piano Industriale dà un messaggio chiaro agli azionisti: stabilità e visibilità. “La politica di dividendi è in crescita dell’8% fino al 2027 e del 6% dal 2028 al 2030 – ha spiegato il Presidente – Il leverage sotto 3x al 2030 dimostra che mettiamo ulteriormente in sicurezza i conti, riducendo ogni rischio legato a tassi o volatilità”. Luca Dal Fabbro ha concluso ribadendo la filosofia che guiderà Iren nei prossimi anni: “Puntiamo a una gestione rigorosa e prudente, concentrandoci sui settori dove siamo realmente forti. Profitti, ma anche qualità del servizio, investimenti e dialogo col territorio”.

Comtel, Fabio Lazzerini: un semestre di crescita tra quotazione in Borsa e nuove acquisizioni

In occasione della XV edizione dell’Investor Day, Fabio Lazzerini, Amministratore Delegato di Comtel, ha illustrato l’evoluzione del business model dell’azienda, i risultati del primo semestre post-quotazione e le prospettive di crescita legate alla strategia di M&A e internazionalizzazione.

Fabio Lazzerini

Fabio Lazzerini: Comtel, +15% di ricavi nel primo semestre

Comtel è un tipico system integrator che lavora nel mondo delle tecnologie con una forte impronta legata alla connettività – ha spiegato Fabio LazzeriniOperiamo come ponte tecnologico tra le esigenze di business dei clienti e le soluzioni dei principali player mondiali come HP, Huawei, Cisco e Microsoft”. L’azienda, con quasi 40 anni di esperienza nel settore, segue l’intera value chain, dalla progettazione alla realizzazione e integrazione delle soluzioni tecnologiche, fino al supporto e alla manutenzione. “Il nostro lavoro – ha aggiunto l’Amministratore Delegato – è interpretare le necessità del cliente, individuare la tecnologia più adatta e integrarla in modo efficace all’interno dell’ambiente operativo”. Il 2025 ha rappresentato un anno di svolta per Comtel, con la quotazione in Borsa il 19 febbraio scorso. “È stato un semestre particolarmente vivace – ha commentato Fabio Lazzerini – perché oltre alla quotazione abbiamo completato due operazioni di M&A rilevanti. Nonostante questo, abbiamo consolidato i risultati e registrato una crescita del 15% dei ricavi, con un backlog ordini importante e un miglioramento della marginalità”.

Fabio Lazzerini: M&A e sinergie industriali come leva di crescita

Comtel ha confermato la propria strategia di crescita basata su sviluppo organico e acquisizioni mirate, con l’obiettivo di ampliare il portafoglio tecnologico e rafforzare la presenza internazionale. “La prima acquisizione – ha spiegato Fabio Lazzeriniè stata quella del 60% di Novanext, azienda di Rivoli con competenze complementari alle nostre, in particolare nell’ambito delle soluzioni Cisco. Questa operazione rappresenta un modello del nostro approccio alle M&A: acquisiamo solo realtà con una forte coerenza industriale e sinergie tecnologiche concrete”. La seconda operazione, completata il 18 luglio, ha riguardato l’acquisizione del 100% della divisione EMEA di uno dei comparti del colosso giapponese NEC, attivo nel settore della Unified Communication. “Abbiamo ereditato – ha sottolineato l’AD – la base installata di NEC in Europa, Medio Oriente e Africa, con headquarter in Olanda, una presenza a Dubai e una in Italia. Si tratta di una piattaforma strategica che ci consente di servire oltre 100 system integrator in tutto il territorio EMEA”. Fabio Lazzerini ha infine concluso evidenziando come le integrazioni in corso rappresentino un passaggio cruciale per il miglioramento dei margini: “Abbiamo deliberato un piano di integrazione che ci consentirà di portare l’EBITDA in area high single-digit nel prossimo anno, rispetto all’attuale 4%, un livello tipico per i system integrator”.

Lazzaro Ventrone: General Trasporti, l’attenzione verso qualità, sicurezza ed economia circolare

Qualità, sicurezza, valorizzazione dei materiali di scarto, efficienza nel trasporto e rispetto delle norme ambientali sono gli aspetti su cui Lazzaro Ventrone ha improntato il modello aziendale di General Trasporti S.r.l., rendendola impresa leader nel trasporto delle materie primarie secondarie.

Lazzaro Ventrone

Lazzaro Ventrone: General Trasporti punto di riferimento nel trasporto di materie prime secondarie

La visione imprenditoriale di Lazzaro Ventrone, maturata nella sua esperienza nel settore dei trasporti e della logistica, ha reso General Trasporti S.r.l., azienda da lui fondata, un punto di riferimento nel trasporto di materie prime secondarie. Queste risorse hanno infatti un forte impatto sulla sostenibilità ambientale e alimentano l’economia circolare. Le materie prime secondarie non sono altro che materiali di scarto (metalli riciclati, vetro, carta e cartone, plastiche rigenerate) che, dopo una serie di trattamenti, acquisiscono una nuova vita e possono essere usate in nuovi cicli produttivi. Grazie al modello pensato da Lazzaro Ventrone, ovvero alti standard qualitativi, sicurezza e sostenibilità, General Trasporti S.r.l. è stata eletta da “ItalyPost” tra le aziende Top Performer della provincia di Bergamo per quattro anni di fila, dal 2022 al 2025, e ha ottenuto il titolo di Impresa Best per il distretto di Bergamo.

Lazzaro Ventrone: il rispetto delle norme internazionali per la sicurezza e la sostenibilità ambientale

Sotto la guida di Lazzaro Ventrone, General Trasporti S.r.l. unisce l’efficienza nel trasporto e nella logistica alla sicurezza e responsabilità verso l’ambiente. Per garantire standard elevati, l’azienda utilizza mezzi appropriati, tracciabilità e il rispetto di severe norme e parametri internazionali, oltre a sottoporsi a verifiche indipendenti attraverso il Bilancio ESG, il Codice Etico e la Dichiarazione Ambientale. Anche i materiali di scarto che gestisce sono soggetti al rispetto delle normative europee e italiane, come il Regolamento (UE) 333/2011 relativo a rottami di ferro, acciaio e alluminio; il Regolamento (UE) 715/2013 per rame e leghe; il D.Lgs. 152/2006, aggiornato con il D.Lgs. 116/2020 e con il D.L. 116/2025, per norme relative all’economia circolare, prevenzione e responsabilità estesa al produttore. L’insieme di tutti questi aspetti ha reso General Trasporti un’impresa affidabile e sinonimo di qualità, sicurezza, valorizzazione delle risorse e sostenibilità ambientale.

Gestione rifiuti: il modello di eccellenza di Ares Ambiente, l’azienda fondata da Marco Domizio

Ares Ambiente è tra le imprese Best Performer della provincia di Bergamo: a renderla una realtà di successo è stata la visione di Marco Domizio, che ha trasformato 20 anni di esperienza nel settore ambientale in un modello imprenditoriale di successo.

Marco Domizio

Marco Nicola Domizio: il percorso delineato per Ares Ambiente

Il modello di Ares Ambiente, nato dalla visione di Marco Domizio, risponde alle necessità di un settore complesso in cui l’approccio integrato e responsabile dell’organizzazione fa davvero la differenza: dall’analisi del bisogno alla selezione degli impianti, dalla logistica al recupero e allo smaltimento dei rifiuti urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi. Una struttura che è frutto di un’esperienza maturata in anni in quest’ambito. Dopo aver ottenuto il diploma di geometra, avvia la sua carriera nel 1995 in una società di intermediazione, sviluppando competenze in materia di gare d’appalto. Il percorso professionale lo porta poi a ricoprire l’incarico di responsabile commerciale nel comparto spurghi e pulizie industriali con il compito di ampliare il portafoglio clienti e curare la realizzazione di un impianto di compostaggio. Tra le altre esperienze che hanno contribuito a consolidare il suo know-how nel trattamento dei rifiuti, anche l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. Nel 2008, Marco Nicola Domizio decide così di usufruire delle sue conoscenze per dare vita ad Ares Ambiente. La realtà si afferma, in poco tempo, sul territorio grazie a standard elevati, tracciabilità documentale e presidio normativo, divenendo presto partner affidabile di diverse imprese.

Trasparenza, innovazione e sostenibilità: la leva competitiva della realtà fondata da Marco Domizio

Organizzazione snella, attenta selezione degli impianti e controllo qualità continuo: sono questi gli elementi con cui Ares Ambiente è riuscita a trasformare la complessità burocratica in un vantaggio competitivo misurabile. Ciò che contraddistingue la governance sono i valori di trasparenza, innovazione e sostenibilità, visibili nelle scelte aziendali e nelle relazioni con clienti, istituzioni e comunità locali. Tra i requisiti indispensabili dei processi c’è l’attuazione di misure per la prevenzione delle infiltrazioni criminali, che comprendono due diligence sui fornitori, verifica dei flussi e criteri di compliance integrati nelle procedure. L’azienda fondata da Marco Nicola Domizio ha infatti ottenuto il massimo punteggio nel Rating di Legalità rilasciato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), con i Ministeri dell’Interno e della Giustizia. La tracciabilità dei rifiuti, la verifica dei conferimenti e l’allineamento documentale lungo la catena del valore, unitamente alla digitalizzazione delle attività operative e a un continuo adeguamento normativo, consentono infine ad Ares Ambiente di ridurre rischi, downtime e costi indiretti.

mercoledì 26 novembre 2025

Alessandro Benetton: gli appassionati di F1 in sala per “Benetton Formula”

“La chiave fu creare una squadra non con ragionamenti a tavolino, ma riconoscendo persone capaci di catalizzare l’energia degli altri. Quella fu la chimica perfetta”, racconta Alessandro Benetton parlando di Benetton Formula.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: sale piene nel weekend per “Benetton Formula”

Nel weekend “Benetton Formula”, il documentario che ripercorre la storica epopea del team guidato da Alessandro Benetton, ha debuttato nelle sale dei The Space Cinema di Roma, Treviso e Milano: la forte accoglienza del pubblico racconta di come gli appassionati di Formula 1 siano ancora profondamente legati a quegli anni iconici. Disponibile da venerdì 28 novembre su Sky Sport Uno, Sky Documentaries e in streaming su Now, il documentario nel corso dei suoi 90 minuti lascia la parola ai protagonisti di quella straordinaria avventura: il loro racconto, accompagnato anche da immagini di repertorio e in molti casi inedite, restituisce la forza, il coraggio e l’energia che hanno portato un team partito come outsider ad arrivare al vertice delle classifiche: basti pensare alle vittorie del Mondiale piloti nel 1994 e 1995, e del titolo costruttori, sempre nel 1995 con Michael Schumacher. “Arrivai in Inghilterra per guardare i numeri e scoprii, da una targhetta e da una frase secca del team manager, di essere il nuovo Presidente. Ero lì per i numeri ma era il momento giusto per mettermi alla prova. Emozione, pressione, insicurezze: tutto insieme. Poi capii che non ero solo: anche l’Amministratore Delegato Davide Paolini non era uno specialista. La chiave fu creare una squadra non con ragionamenti a tavolino, ma riconoscendo persone capaci di catalizzare l’energia degli altri. Quella fu la chimica perfetta”, ha spiegato Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton: il nuovo documentario in arrivo su Sky dal 28 novembre

In occasione delle anteprime che si sono tenute a Roma e a Treviso il 13 e 14 novembre, alla presenza di circa 1.000 ospiti tra istituzioni, personalità del mondo della Formula 1, dello sport e dello spettacolo, Alessandro Benetton ha rilasciato diverse interviste parlando di quegli anni alla guida di Benetton Formula e del forte legame con Michael Schumacher. Ma è stata anche l’occasione per riflettere su come quell’esperienza abbia forgiato il suo percorso professionale negli anni a seguire. “Il coraggio della discontinuità è sempre stato il nostro mantra. ‘Mai fermi’, dico sempre. Valeva per la F1, dove volevamo realizzare quello che nessuno aveva mai tentato. E vale sempre: a 27 anni ho deciso di fare l’imprenditore per conto mio, scegliendo un settore che in pratica non esisteva come il private equity, quando magari da me ci si aspettava la cosa più naturale: cioè che entrassi nelle attività di famiglia. Peraltro quando nelle società di famiglia abbiamo smesso di ragionare in quel modo le cose sono state meno favorevoli. È un insegnamento: se diventi autoreferenziale, se ripeti i soliti schemi, arriva qualcun altro che ti supera”, ha evidenziato Benetton in un’intervista pubblicata da “La Gazzetta dello Sport”. In questo percorso di discontinuità si inserisce anche la capacità di “fare squadra”, come ha raccontato l’imprenditore parlando anche delle sue esperienze professionali attuali: “Qui in Edizione, la holding che riassume tutta l’attività di famiglia, sono stato chiamato quattro anni fa e ho cambiato l’80% del management e il 75% delle attività. Per discontinuità e ‘Mai fermi’, non come obbligo ma per avere nuove risposte, per evitare il declino. Sulle persone giuste però bisogna stare attenti a non fare confusione tra gioco di squadra ed energia dei singoli. L’efficienza di una squadra non è il risultato matematico, è il derivato di un insieme di energie. Della loro abilità e della loro intelligenza che vengono accresciute dall’operato comune. Gli individui devono essere detonatori di energia collettiva. Noi abbiamo vinto così, prima con Collins e John Barnard, poi, rendendoci conto che così non bastava, con Briatore, Rory Byrne, Tom Walkinshaw che porta Ross Brawn, io, i piloti, tutti fino a Michael Schumacher”. “Benetton Formula”, nelle sale dei The Space Cinema il 14, 15 e 16 novembre e su Sky e NOW a partire dal 30 novembre, è prodotto in collaborazione con Sky da Slim Dogs Production. “Quando penso allo storytelling oggi, penso a loro, a un gruppo di giovani talenti su cui ho deciso di investire. Hanno una sensibilità unica quando si tratta di raccontare storie. La capacità di catturare i dettagli e trasformarli in qualcosa di potente”, ha raccontato recentemente Alessandro Benetton parlando del progetto. “Quello che ho imparato è che tutti abbiamo bisogno di qualcuno che racconti le nostre storie. Perché le storie danno senso alle sfide, ai dubbi, ai momenti di crescita. E una prospettiva esterna arricchisce la nostra, soprattutto quando proviene da persone così talentuose. E proprio come la vita stessa, il documentario si è evoluto passo dopo passo. Ogni tappa ha aggiunto nuove voci, nuove prospettive, nuovi elementi che hanno cambiato la linea narrativa”, ha spiegato l’imprenditore sottolineando come “lavorare con i giovani mi ricorda che l'ascolto è la vera chiave”.

Annalaura Lettieri: la carriera dell’avvocato che ha contribuito alla crescita di Atitech

Membro del Consiglio di Amministrazione di Atitech e General Counsel di Meridie S.p.A., l’avvocato Annalaura Lettieri ha ricoperto un ruolo fondamentale nella crescita della MRO, supportandola in importanti operazioni come il conseguimento di un maxi-finanziamento da 15 milioni di euro. 

Annalaura Lettieri

Annalaura Lettieri: gli studi e l’esordio professionale

L’avvocato Annalaura Lettieri nasce a Napoli nel 1978. Qui frequenta l’Università degli Studi Federico II, presso la quale si laurea con lode in Giurisprudenza nel 2001. Nello stesso anno, avvia la sua carriera in PricewaterhouseCoopers in qualità di Assistant. Il periodo che va dal 2002 al 2005 la vede, invece, nel ruolo di Junior Associate nel Dipartimento di Diritto Bancario e Finanziario dello studio legale Bonelli Erede Pappalardo, presso la sede di Milano. In questi anni matura esperienza nell’ambito del diritto bancario e finanziario, nonché delle offerte pubbliche di acquisto e della consulenza societaria. Ottenuta l’abilitazione all’esercizio della professione forense ed effettuata l’iscrizione all’albo degli avvocati di Napoli, passa a MCM Holding S.p.A. per ricoprire il ruolo di General Counsel della divisione immobiliare. Tra le sue responsabilità rientra quella di curare gli aspetti legali, amministrativi, societari e finanziari delle società Le Cotoniere e Fondo Greco S.p.A. Lavora, inoltre, a una delle sue prime importanti operazioni: lo sviluppo di un grande progetto immobiliare commerciale del valore di 150 milioni di euro.

Annalaura Lettieri: la collaborazione con importanti realtà e il ruolo nella crescita di Atitech

Dal 2008, Annalaura Lettieri collabora con realtà aziendali di spicco, tra cui Fondo Greco S.r.l., La Fabbrica S.r.l., Le Cotoniere S.p.A., Atitech Manufacturing S.r.l., Atitech S.p.A., Manutenzioni Aeronautiche S.r.l. e Meridie S.p.A., fornendo loro supporto in operazioni di M&A, private equity, project finance e corporate governance. Insieme al padre, Gianni Lettieri, è tra i protagonisti della costituzione e quotazione di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo S.p.A., l’investment company dedicata alle PMI del Centro e Sud Italia oggi conosciuta come Meridie. Qui ricopre il ruolo di General Counsel e di Consigliere con deleghe operative, supportando il CFO e il CEO nella gestione dei rapporti con gli organi di controllo, nella redazione del business plan e del bilancio e nella strutturazione delle operazioni societarie, finanziarie e di fusione e acquisizione. Tra le operazioni più rilevanti a cui ha lavorato c’è l’acquisizione della maggioranza di Atitech da Alitalia, l’acquisto dei rami di azienda da Leonardo - Finmeccanica e da Alitalia in AS e il conseguimento di un maxi-finanziamento da 15 milioni di euro a favore di Atitech.

martedì 25 novembre 2025

Terna e l’impegno per la parità, Giuseppina Di Foggia: “Lavoro e istruzione chiavi della libertà”

Terna rafforza il suo impegno per la parità di genere e la lotta contro ogni forma di violenza e discriminazione. L’AD e DG Giuseppina Di Foggia: “L’istruzione e il lavoro sono la chiave dell’autonomia delle donne”.

Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia: “Lavoro e istruzione, le basi della libertà delle donne

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del 25 novembre, Terna – la società che gestisce la rete elettrica nazionale – rinnova il proprio impegno nel promuovere una cultura aziendale fondata sul rispetto, l’inclusione e il riconoscimento del merito. Un impegno che parte dall’alto e trova voce nelle parole dell’AD e DG Giuseppina Di Foggia: “La giornata del 25 novembre ci ricorda che contrastare la violenza di genere è un impegno a cui nessuno deve sottrarsi. L’istruzione e il lavoro sono condizioni imprescindibili per l’indipendenza, l’autonomia e la libertà delle donne. Per questo Terna sostiene l’accesso delle giovani donne allo studio e al lavoro, garantendo condizioni paritarie e un ambiente che premia l’impegno e il merito”. Il valore del rispetto, pilastro della nuova People Strategy di Terna, si traduce in iniziative tangibili. L’azienda ha avviato un ampio programma formativo sul linguaggio inclusivo, rivolto a tutti i dipendenti, compresi i dirigenti, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sugli stereotipi e i pregiudizi di genere. Attraverso lezioni in aula, brevi moduli digitali e incontri dell’Academy, i partecipanti vengono guidati a riflettere su come il linguaggio e i comportamenti quotidiani possano favorire un clima di rispetto. Al termine del percorso è previsto un test di apprendimento, il cui superamento influisce sulla valutazione delle performance e sui bonus aziendali: un segnale concreto che lega la crescita professionale ai valori di equità e inclusione.

Il 2024 di Terna, Giuseppina Di Foggia: obiettivi raggiunti e nuovi traguardi per la parità

Il 2024 ha segnato una tappa importante per Terna. A gennaio, l’azienda ha istituito un Comitato per la Parità di Genere, che ha definito il Piano Strategico per la Parità con obiettivi precisi e misurabili. I risultati non si sono fatti attendere: la presenza femminile (escludendo gli operai) ha raggiunto il 23,9%, in crescita rispetto al 19% del 2020. Sempre nel 2024, l’azienda guidata da Giuseppina Di Foggia ha ottenuto la certificazione UNI/PdR 125:2022 da parte dell’Istituto Italiano Marchio di Qualità (IMQ), che attesta la conformità del suo sistema di gestione per la parità di genere agli standard nazionali. Il Gruppo ha inoltre aderito al Codice di autodisciplina delle Imprese responsabili, promosso dal Governo, a sostegno della genitorialità condivisa e della tutela della maternità. L’impegno aziendale non si limita alle proprie mura. In collaborazione con Sistech, associazione europea no-profit che sostiene l’inclusione lavorativa delle donne rifugiate nel settore digitale e tecnologico, Terna ha messo a disposizione borse di studio STEM per donne tra i 24 e i 54 anni. Alcune di loro, dopo il percorso di formazione accompagnato da professioniste di Terna, hanno trovato occupazione stabile: un esempio concreto di empowerment femminile. Il percorso dell’azienda si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dalle Nazioni Unite, che dedicano i “16 giorni di attivismo” – dal 25 novembre al 10 dicembre – alla lotta contro ogni forma di violenza di genere.

Fabrizio Ruggiero: Edenred Italia estende la rete dei buoni pasto Ticket Restaurant a MD S.p.A.

Guidata da Fabrizio Ruggiero, Edenred Italia ha esteso la propria rete di strutture presso cui usare i buoni pasto Ticket Restaurant, stringendo un accordo con MD S.p.A. Una partnership all’insegna di una spesa sostenibile e di qualità e che supporta le esigenze quotidiane di chi lavora.  

Fabrizio Ruggiero

Fabrizio Ruggiero: nuovo accordo tra Edenred Italia e MD S.p.A.

Sotto la guida di Fabrizio Ruggiero, Edenred Italia ha stretto un accordo con la catena di supermercati MD S.p.A. per l’utilizzo dei buoni pasto Ticket Restaurant nei loro punti vendita. Questa partnership amplia ulteriormente il network di Edenred ed estende la possibilità di utilizzare i propri buoni pasto per una spesa sostenibile e di qualità dei prodotti. Ammontano a circa 300.000 le strutture presenti in Italia che fan parte della rete di Edenred, tra supermercati, ristoranti, negozi di prossimità, bar e delivery. “La rete cresce e si rinnova ogni giorno proprio per questo: offrire scelte concrete, accessibili, adatte alle esigenze di tutti — ha scritto Fabrizio Ruggiero in un post su LinkedIn — e il buono pasto, in tutto questo, è semplicemente il mezzo: quello che accompagna le persone nelle loro scelte quotidiane”.

Fabrizio Ruggiero: il buono pasto come strumento sociale ed economico

Il buono pasto, come sottolineato dall’AD Fabrizio Ruggiero, è uno strumento dal valore sociale ed economico, poiché supporta il potere d’acquisto delle famiglie e il settore della ristorazione. Lo conferma l’indagine internazionale condotta dal Gruppo Edenred su un campione composto da 52.000 dipendenti e 1.100 ristoratori in 21 Paesi. Dalla ricerca è emerso come il buono pasto sia centrale nelle abitudini di spesa dei lavoratori, aumentandone il potere d’acquisto. Questo strumento si dimostra prezioso anche per i ristoratori che accettano i buoni pasto che segnalano un aumento del 67% del fatturato, un incremento del 50% della frequenza dei clienti e del 33% di nuovi clienti.

Calabria, Renato Mazzoncini: interventi per l’economia circolare e lo sviluppo di impianti per la produzione di energia green

A Catanzaro, lo scorso 29 ottobre, sono stati presentati i risultati 2024 del bilancio di sostenibilità territoriale della Calabria di A2A: investimenti, valore distribuito, progetti ambientali e formazione. La prospettiva di Renato Mazzoncini evidenzia le direttrici dell’attività del Gruppo.

Renato Mazzoncini

Investimenti e impatto: la rotta tracciata da Renato Mazzoncini

A Catanzaro, è stata presentata la quarta edizione del bilancio di sostenibilità territoriale di A2A, un perimetro di dati e piani che fotografano il contributo economico, sociale e ambientale sul territorio della società nel 2024 e ne proiettano l’evoluzione nei prossimi anni. Valore economico distribuito prossimo ai 40 milioni di euro (+9% anno su anno), oltre 21 milioni di investimenti (+8%) in infrastrutture per l’economia circolare e per la generazione rinnovabile, 13,4 milioni destinati a fornitori locali con una quota preponderante verso micro e piccole imprese: indicatori che legano filiera e sviluppo, sostenendo occupazione, resilienza e competitività. La presentazione ha attivato un confronto istituzionale con amministrazioni e imprese del territorio per allineare progetti energetici, servizi urbani e innovazione tecnologica. Integrazione delle reti, manutenzione predittiva, sicurezza operativa, digitalizzazione dei processi e qualità del servizio: un lessico che traduce obiettivi “green” in cantieri e KPI verificabili. In questo quadro, Renato Mazzoncini ha richiamato la concretezza delle iniziative in corso e la necessità di misurare con trasparenza ogni passaggio, collegando la programmazione pluriennale al coinvolgimento degli stakeholder. Come affermato nel corso dell’evento: "Nel 2024, A2A ha distribuito a livello locale un valore economico di quasi 40 milioni di euro e investito oltre 21 milioni in infrastrutture. Si tratta di interventi significativi destinati principalmente all’economia circolare e allo sviluppo e manutenzione di impianti per la produzione di energia green". Al centro, la collaborazione con attori territoriali e mondo educativo per fare della transizione un percorso condiviso e scalabile nel tempo. Nel programma dei Forum Multistakeholder – 14 tappe nel 2025 – anche incontri con focus sulle tematiche relative alle principali sfide della transizione sostenibile, analisi di scenario e strumenti operativi pensati per consentire alle aziende partner di misurare la propria impronta carbonica e impostare una prima rendicontazione ESG. Un percorso di accompagnamento che, in Calabria, si connette anche al ciclo idrico integrato e all’estensione di servizi smart per le città.

Renato Mazzoncini: filiere locali, rinnovabili e inclusione sociale in Calabria

Il contributo energetico regionale illustrato da Renato Mazzoncini si distingue per 466 GWh prodotti da fonti rinnovabili con 207mila tonnellate di CO₂ evitate, affiancati dalla produzione della centrale a ciclo combinato di Scandale. Il presidio industriale è ampio: dieci centrali idroelettriche oggetto di interventi di manutenzione e ottimizzazione, quattro impianti fotovoltaici per 17 MW complessivi, pipeline in co-sviluppo che include un parco eolico da 24 MW, tre fotovoltaici per circa 24 MW, un progetto agrivoltaico da 18,47 MW e uno da 200 MW in partnership con l’Università Mediterranea. L’ingresso nel ciclo idrico con Novito Acque (circa 50mila abitanti serviti) ha già attivato processi di efficientamento: pannelli fotovoltaici a supporto dei fabbisogni degli impianti, filtrazione avanzata e sistemi di essiccamento in serra solare per ridurre i volumi dei fanghi e valorizzarli nei processi termici. Sul fronte economia circolare, il polo di Crotone ha trattato oltre 32mila tonnellate di rifiuti generando circa 4 GWh, mentre prosegue l’ammodernamento degli impianti con ulteriori sistemi di monitoraggio delle emissioni e interventi sul trattamento liquidi, in un orizzonte di investimenti che supera i 100 milioni al 2035. Accanto a questi cantieri, la tutela della biodiversità è passata da progetti di bioindicazione tramite alveari presso le dighe di Poverella e Passante e dal monitoraggio del fratino affidato a centri di ricerca qualificati. La dimensione sociale si radica nella formazione: circa 17mila tra studenti e docenti sono stati coinvolti in percorsi educativi, visite a centrali e PCTO; iniziative divulgative come "Futuro in Circolo" con il creator Vincenzo Schettini hanno promosso una cultura scientifica accessibile. Sul piano HR, certificazione Top Employers per tutte le società del Gruppo, programmi a sostegno della genitorialità e piani di azionariato diffuso rafforzano engagement e senso di appartenenza. Gli interventi contro la povertà energetica — con il Banco dell’Energia e progetti dedicati come “Energia alle Donne” — hanno garantito supporto diretto alle famiglie fragili e ai presìdi sociali.

lunedì 24 novembre 2025

Alessandro Viglione: la presentazione del libro e il seminario all’Università Cattolica di Piacenza

Attivo nell’ambito della ricerca e della formazione, Alessandro Viglione ha presentato il suo libro “I reati tributari: casi giurisprudenziali” lo scorso ottobre a Milano ed è intervenuto al seminario sul diritto tributario che ha avuto luogo presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Alessandro Viglione

Alessandro Viglione: un libro e un intervento a un seminario sul diritto tributario

Alessandro Viglione ha adottato nel corso della sua carriera un approccio interdisciplinare, che unisce l’attività forense a quella di ricerca e formazione: è autore infatti di pubblicazioni nell’ambito del diritto penale dell’economia. “I reati tributari: casi giurisprudenziali” è il titolo del libro che ha presentato lo scorso 30 ottobre presso la Biblioteca “Avv. Giorgio Ambrosoli” del Palazzo di Giustizia di Milano. Organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano e parte del programma di formazione continua degli avvocati, l’evento è stato un’occasione per approfondire i temi relativi ai reati tributari. Alessandro Viglione ha poi preso parte al seminario del corso di diritto tributario che si è svolto lo scorso 6 novembre, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza in partnership con la Facoltà di Economia e Giurisprudenza e i corsi di Laurea in Giurisprudenza e Doppia Laurea in Diritto ed Economia.

Alessandro Viglione: il percorso professionale

Alessandro Viglione si è laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006, con una tesi sul diritto penale commerciale. Nel 2015, ha perfezionato la sua formazione conseguendo un Master di Secondo Livello in Diritto Penale d’Impresa presso la stessa Università. Esercita la professione abilitato al patrocinio avanti le Giurisdizioni Superiori. Nel corso degli anni, si è specializzato nell’ambito del diritto penale dell’economia, nello specifico nel diritto penale tributario, nel diritto penale dei mercati finanziari, nei reati fallimentari, nel diritto penale bancario e societario, negli infortuni sul lavoro, nel diritto penale ambientale e nella responsabilità amministrativa dell’ente e alla compliance ex d.lgs. n. 231/2001, settore in cui ha consolidato competenze nella costruzione di Modelli Organizzativi. È anche autore di pubblicazioni e contributi afferenti al diritto penale dell’economia ed è membro dell’Organismo di Vigilanza di primarie società ed enti.

Apre a Trieste la palestra McFIT, nuovo hub del fitness

Trieste accoglie un nuovo spazio dedicato al benessere e alla cultura del movimento: nel cuore di via Giulia nasce un centro di ultima generazione che unisce tecnologia, esperienza internazionale e attenzione alla socialità. Il brand McFIT porta in città un format pensato per chi vive il fitness ogni giorno.

McFIT logo

Nuovo polo McFIT a Trieste, 2.000 mq nel cuore di via Giulia

Trieste aggiunge un nuovo tassello alla propria offerta per il benessere con l’apertura del centro McFIT di Trieste, situato al piano terra del centro commerciale Il Giulia, in via Giulia 75. La struttura, inaugurata il 30 ottobre, si sviluppa su 2.000 metri quadrati organizzati in aree dedicate ai diversi tipi di allenamento, dalle zone per il training con i pesi agli spazi per il cardio e il functional, in un ambiente moderno e accogliente pensato per utenti di ogni età e livello di preparazione. All’evento di apertura ha preso parte Sarah Fahr, campionessa olimpica a Parigi 2024 e iridata 2025 con la Nazionale italiana di pallavolo, che ha portato la propria esperienza di atleta di alto livello a testimonianza del valore dell’allenamento costante come strumento di crescita personale, equilibrio e fiducia in se stessi. La presenza delle istituzioni ha sottolineato il ruolo del nuovo centro come infrastruttura di comunità: all’inaugurazione sono intervenuti il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, il vicesindaco di Trieste Serena Tonel e l’assessore comunale allo Sport Elisa Lodi, che hanno rimarcato l’importanza di promuovere una cultura del movimento accessibile, inclusiva e capace di coinvolgere la cittadinanza in modo trasversale.

Il centro McFIT di Trieste rafforza la crescita di RSG Group in Italia

L’apertura di Trieste rappresenta una tappa strategica nello sviluppo di RSG Group in Italia: il nuovo centro è infatti la 40ª struttura a marchio McFIT nel Paese e la 44ª complessiva, considerando anche le due sedi Gold’s Gym e le due John Reed Fitness gestite sul territorio nazionale. La multinazionale tedesca RSG Group GmbH, di cui il brand fa parte, è oggi uno dei maggiori player globali del settore fitness, con oltre 4 milioni di iscritti e utenti dei servizi digitali, circa 900 centri attivi in 30 Paesi e più di 10.000 collaboratori, incluse le realtà affiliate. In Italia, la società riunisce sotto un’unica regia format differenti per stile e target, con l’obiettivo di offrire soluzioni di allenamento flessibili, innovative e alla portata di un pubblico sempre più ampio e diversificato. La nuova sede di via Giulia interpreta questa visione trasformando la palestra tradizionale in un ecosistema in cui l’allenamento fisico dialoga con socialità, benessere mentale e cura quotidiana di sé. In una città di confine come Trieste, da sempre sospesa tra il mare, la bora e un’identità mitteleuropea, il centro diventa uno spazio urbano aperto in cui il movimento non è solo performance, ma anche incontro, disciplina e stile di vita consapevole. L’impostazione orientata alla persona, l’accessibilità dell’offerta e l’attenzione alla qualità dell’esperienza si inseriscono in una strategia che punta a rendere il fitness un’abitudine sostenibile nel tempo, supportata da ambienti curati, programmi diversificati e servizi integrati, sia in presenza sia in formato digitale.

Ristorazione collettiva: il modello Serenissima Ristorazione tra innovazione e qualità

Serenissima Ristorazione è tra i leader italiani della ristorazione collettiva. Con oltre 12.000 collaboratori e collaboratrici e un fatturato superiore a 500 milioni di euro, opera nei settori socio-sanitario, scolastico, aziendale e commerciale, ponendo al centro qualità, innovazione e sicurezza.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: la leadership nella ristorazione collettiva in Italia

Serenissima Ristorazione è una realtà leader nel settore della ristorazione collettiva e commerciale. Con più di 12.000 collaboratori e collaboratrici e un fatturato consolidato oltre i 500 milioni di euro, è la capogruppo di 14 società collegate. Nata verso la metà degli anni ’80, opera nei principali segmenti della ristorazione: socio-sanitaria, scolastica, aziendale e commerciale. La sua sede è a Vicenza ma conta diverse filiali in Italia, Europa e America. I servizi proposti includono: l’allestimento e la gestione di mense, centri cottura e luoghi ristoro; la produzione e distribuzione di pasti, piatti pronti e semilavorati; la pianificazione della logistica; la gestione di bar, self-service e distributori automatici. Dietro il successo di Serenissima Ristorazione c’è la visione di Mario Putin, Presidente della società. Dopo averla rilevata, avviò un percorso di profonda trasformazione impostando l’attività dell’azienda su tre valori fondamentali: la qualità, l’innovazione e la sicurezza. Oggi, a testimonianza dell’impegno in tal senso, ci sono numerose certificazioni, tra cui la UNI EN ISO 9001:2015 e la UNI ISO 45001:2023.

Serenissima Ristorazione: la centralità dell’innovazione e il metodo Cook&Chill

L’innovazione è una parte essenziale della mission aziendale, motivo per il quale Serenissima Ristorazione investe continuamente in questo campo. Ne è un esempio il centro di produzione di Boara Pisani, per il quale l’azienda ha investito 30 milioni di euro. Tra i più grandi in Europa, produce circa 40mila pasti al giorno in legame refrigerato. Al suo interno, l’innovativa Camera Bianca consente di aumentare ulteriormente la sicurezza degli alimenti grazie a un’area in cui il materiale e le attrezzature sono totalmente sterili e i prodotti vengono verificati dopo il confezionamento con i raggi X. Serenissima Ristorazione è inoltre pioniera del metodo “Cook&Chill”, un sistema all’avanguardia che prevede la preparazione dei pasti in legame refrigerato, permettendo di conservare le qualità organolettiche e nutritive dei cibi e preservarli da eventuali rischi igienico - sanitari.

Gruppo Riva, oltre 70 anni di eccellenza nella siderurgia europea

Fondato nel 1954 da Emilio Riva, pioniere della siderurgia europea nel dopoguerra, Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano e uno dei principali player europei nel settore dell’acciaio. In oltre 70 anni di attività, l’azienda ha consolidato una posizione di leadership internazionale grazie a una strategia di crescita coerente, basata su innovazione, investimenti continui e alti standard qualitativi.

Gruppo Riva

Innovazione e competenze: la crescita internazionale di Gruppo Riva

Fin dalle sue origini, Gruppo Riva si è distinto per la produzione di prodotti “lunghi” realizzati con acciaierie ad arco elettrico, una tecnologia che ha permesso di coniugare efficienza produttiva e sostenibilità ambientale. Questa specializzazione ha consentito all’azienda di costruire un vantaggio competitivo solido e duraturo, rafforzato nel tempo da una presenza capillare nei principali Paesi europei. Oggi, sotto la presidenza di Claudio Riva (in carica dal 2014), il Gruppo può contare su un team composto sempre più da diplomati e giovani laureati, un patrimonio di competenze e professionalità su cui l’azienda continua a investire per garantire innovazione e qualità. Gruppo Riva opera attraverso stabilimenti produttivi in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, mercati strategici per la distribuzione dei suoi prodotti siderurgici.

Qualità, sicurezza e sostenibilità: la strategia che guida il futuro di Gruppo Riva

Ogni anno, Gruppo Riva punta sulla qualità dei prodotti e dei processi produttivi; sulle condizioni di sicurezza nei siti industriali; sulla sostenibilità ambientale della produzione. I prodotti realizzati dall’azienda trovano applicazione in comparti ad alto contenuto tecnico e qualitativo come la meccanica, l’automotive e il movimento terra, che richiedono performance elevate e precisione assoluta. La gamma produttiva include trafilati, pelati e rettificati, frutto di un’ulteriore lavorazione a freddo dei laminati, garanzia di massima affidabilità e precisione dimensionale. Grazie a una strategia industriale solida, a una visione internazionale e alla cura costante per qualità, sicurezza e ambiente, Gruppo Riva continua a rappresentare un punto di riferimento per la siderurgia europea. Con oltre 70 anni di storia alle spalle, l’azienda guarda al futuro con la stessa determinazione che ha ispirato il suo fondatore: innovare, crescere e contribuire allo sviluppo dell’industria dell’acciaio nel mondo.

venerdì 21 novembre 2025

Mediaset e impegno solidale: la Croce Rossa premia il Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi

La Croce Rossa Italiana ha premiato Mediaset con la Medaglia di Benemerenza di 1ª Classe, riconoscendo l’impegno del Gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi nella solidarietà e nella promozione di valori sociali condivisi.

 Pier Silvio Berlusconi

Pier Silvio Berlusconi: il riconoscimento della Croce Rossa Italiana a Mediaset

Roma ha ospitato l’11 novembre il Charity Gala Dinner della Croce Rossa Italiana, un evento dedicato alla solidarietà e alla lotta contro la violenza di genere. Nel corso della serata, la CRI ha conferito a Mediaset la Medaglia di Benemerenza di 1ª Classe, consegnata motu proprio dal Presidente Rosario Maria Gianluca Valastro. Il riconoscimento celebra il lungo e costante impegno solidale del Gruppo televisivo guidato da Pier Silvio Berlusconi, da anni al fianco della Croce Rossa Italiana in iniziative di carattere sociale. La motivazione del premio sottolinea come la collaborazione con Mediaset rappresenti un modello virtuoso di comunicazione al servizio della solidarietà, capace di generare valore e sensibilizzare su temi importanti e urgenti per il Paese.

Pier Silvio Berlusconi: solidarietà e responsabilità sociale, focus sulle iniziative di Mediaset

In linea con la vision di Pier Silvio Berlusconi, Mediaset nel tempo ha sostenuto numerosi progetti dedicati alla tutela dei più fragili, alla promozione di stili di vita sani tra i giovani e al supporto delle comunità colpite da emergenze: un percorso riconosciuto anche a livello istituzionale, che evidenzia la responsabilità sociale del Gruppo e la capacità di coniugare intrattenimento e solidarietà. Il Charity Gala Dinner della Croce Rossa è stato anche un importante momento di incontro tra istituzioni, rappresentanti del mondo della comunicazione e società civile, tutti uniti dal desiderio di diffondere valori di inclusione e rispetto. Con la consegna della Medaglia di Benemerenza, la Croce Rossa Italiana ha voluto rendere omaggio all’impegno costante di Mediaset, sostenuto fortemente anche dal CEO Pier Silvio Berlusconi, e al ruolo proattivo dei media nel promuovere una società più consapevole e solidale.

Banca Popolare del Lazio: sostegno al rilancio industriale di Frosinone

Banca Popolare del Lazio è da anni un punto di riferimento per persone, famiglie e imprese del territorio, come dimostra il sostegno al tessuto industriale della provincia di Frosinone tramite il “Progetto di Riconversione Industriale” e l’apertura di nuovi sportelli a Rieti e Formia.

Banca Popolare del Lazio

Banca Popolare del Lazio: l’impegno per il rilancio del tessuto produttivo di Frosinone

Banca Popolare del Lazio è una realtà radicata a fondo nel tessuto territoriale che mette a disposizione le proprie competenze per sostenere persone, famiglie e imprese. Il nuovo DG Fabrizio Giallatini, in un’intervista rilasciata a “Ciociaria Oggi”, si è soffermato sulla situazione industriale della provincia di Frosinone e della Ciociaria. “Un territorio ricco di storia, sfide e opportunità, centrale nelle nostre strategie di sviluppo. Con una forte tradizione manifatturiera e oltre 47.000 imprese attive, il tessuto produttivo locale è vivace, seppur segnato da difficoltà, soprattutto sul fronte occupazionale giovanile”, ha dichiarato il DG della Banca Popolare del Lazio. Per questo motivo il Gruppo bancario ha deciso di aderire all’iniziativa “Progetto di Riconversione Industriale”, promossa da Invitalia, per rilanciare il settore industriale di Frosinone.

Banca Popolare del Lazio: il sostegno alle realtà locali

Banca Popolare del Lazio si è posta in prima linea per il supporto alla provincia di Frosinone, “sostenendo imprese che investono nella reindustrializzazione e nella riqualificazione delle competenze, con un approccio sostenibile e duraturo”. In aggiunta, il Gruppo sembra muoversi in una direzione opposta rispetto alle altre banche. Mentre nel 2024, circa 3.300 Comuni italiani si sono ritrovati senza filiali, Blu Banca ne ha aperte di nuove. Questo principio segue la strategia del riposizionamento: nelle città in cui è già presente capillarmente sono stati chiusi degli sportelli, come a Viterbo e Latina, per aprirne di nuovi in contesti come Rieti e Formia, nei quali la banca era assente sul territorio. “Noi crediamo nella presenza fisica, nel dialogo e nella fiducia — ha sottolineato il DG della Banca Popolare del Lazio — le economie locali ci chiedono di esserci, e noi ci siamo. Con coerenza, visione e impegno”.

ESG CEO Summit, Gianluca Bufo è intervenuto nel dibattito sulla transizione

Si è tenuta a inizio novembre Ecomondo con la seconda edizione di ESG CEO Summit. Tra i relatori della tavola rotonda dedicata alla transizione ecologica anche Gianluca Bufo, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren.

Gianluca Bufo

Gianluca Bufo tra gli ospiti di ESG CEO Summit

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren Gianluca Bufo è stato uno degli speaker della seconda edizione di ESG CEO Summit. L’appuntamento è stato un’occasione per dialogare su quali siano le condizioni per una transizione giusta e in grado di rafforzare la competitività delle imprese europee, nell’attuale contesto geopolitico ed economico. Lo scenario odierno è infatti caratterizzato da profonde divergenze nell’approccio alla transizione: da un lato le posizioni conservatrici promuovono l’idea della sostenibilità come ostacolo alla crescita, dall’altro la decisione dell’Europa di affidare a regolamentazione e finanza il compito di guidare il cambiamento sembra aver subito una doccia fredda, investendo tutti gli attori coinvolti. Da qui la necessità di un confronto sulle strategie ambientali per risolvere il paradosso climatico e contrastare l’effetto regressivo prodotto dalle politiche degli ultimi anni. Nella tavola rotonda a cui ha preso parte Gianluca Bufo, sono intervenuti anche Davide Abate (Ferrari), Adriano Alfani (Versalis), Catia Bastioli (Novamont), Marco Codognola (Itelyum), Alessandro Colombo (UNIDRO & SODAI), Orazio Iacono (Hera), Renato Mazzoncini (A2A).

Il percorso professionale del manager Gianluca Bufo

Nato a Venezia nel 1973, Gianluca Bufo è laureato in Ingegneria Meccanica all’Università di Padova. Nel 2000, entra nell’area CFO di Eni Divisione Gas&Power, nella quale ricopre ruoli di crescente responsabilità, occupandosi anche della Pianificazione Strategica e del Controllo di Gestione. Nel 2009, passa all’area commerciale, assumendo la responsabilità sulla pianificazione commerciale e portando a termine l’acquisizione delle quote pubbliche di Toscana Energia Clienti e del 100% di Sea Viareggio. Alla fine dello stesso anno diventa Senior Vice President Operations Retail, riuscendo a conseguire importanti risultati nella digitalizzazione post vendita, nell’incremento della customer satisfaction e nella riduzione del cost to serve degli 8 milioni di clienti gas e luce. Nel 2014, viene scelto per guidare l’area commerciale Italia nel ruolo di Senior Vice President Sales. Da settembre 2024, è a capo di Iren in qualità di Amministratore Delegato e Direttore Generale, nonché Direttore Business Unit Mercato e Direttore Energy Management ad interim.

La rivoluzione silenziosa: Pietro Labriola porta l’IA al centro di TIM

L’Intelligenza Artificiale sta trasformando TIM, e non in modo rumoroso, ma con una presenza silenziosa e costante che attraversa ogni divisione e processo dell’azienda. A raccontarlo è Pietro Labriola, Amministratore Delegato del Gruppo, che descrive l’IA come “uno degli assi portanti del secondo tempo di TIM”.

Pietro Labriola

Pietro Labriola: TIM accelera sull’IA

Secondo Pietro Labriola, l’IA non è più solo uno strumento di sperimentazione: è integrata nei data center, nelle reti, nei processi contrattuali, nel customer care e nei servizi digitali per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. “Non la trattiamo come una sperimentazione da osservare, ma come una rivoluzione silenziosa da vivere ogni giorno, una leva di efficienza, qualità e sostenibilità. E i risultati si vedono: più stabilità, più velocità, più valore generato per l’intero ecosistema”, afferma.  Nel campo delle infrastrutture, algoritmi avanzati permettono di anticipare problemi di rete prima che diventino disservizi. I sistemi predittivi monitorano traffico e interferenze radio, bilanciano automaticamente il carico tra le celle e attivano interventi tecnici in modo autonomo quando rilevano anomalie. Sul fronte Enterprise, TIM punta a rafforzare la propria leadership nella colocation, con investimenti di circa 200 milioni di euro tra il 2025 e il 2027. Il progetto più importante riguarda un nuovo data center nei pressi di Roma, dotato di processori ad alte prestazioni dedicati all’IA e tecnologie di crittografia quantistica, con l’obiettivo di aumentare del 25% la capacità installata.

Pietro Labriola: l’IA al servizio dei cittadini e dei clienti

Sul versante consumer, TIM ha stretto un accordo con Perplexity, tra i motori di ricerca IA più avanzati, offrendo un anno di accesso gratuito alla versione Pro a milioni di utenti. L’obiettivo è rendere l’IA generativa accessibile a un pubblico ampio. All’interno dell’azienda, invece, i sistemi intelligenti analizzano comportamenti degli utenti, anticipano il rischio di abbandono e propongono offerte personalizzate, passando da un marketing reattivo a uno predittivo. Anche la gestione dei contratti è influenzata dall’IA: sistemi automatizzati classificano documenti, estraggono dati rilevanti e verificano clausole. Gemelli digitali simulano scenari di mercato, testando l’efficacia delle campagne prima del lancio. “La sfida più grande che abbiamo deciso di affrontare sull’IA è culturale – spiega Pietro LabriolaAbbiamo scelto di partire dalle persone, perché nessuna innovazione ha valore se non viene compresa, adottata e vissuta. Stiamo investendo su nuove competenze, su modelli di lavoro più aperti e collaborativi, su una cultura organizzativa capace di integrare l’IA nel quotidiano. Non è qualcosa che sostituisce: è una leva per aumentare la creatività, l’efficienza e la qualità del lavoro. Ma il nostro impegno va oltre i confini del Gruppo”. Il programma di formazione “AI Carpet” è un esempio concreto: quasi 100mila ore di training erogate in tre anni, con una crescita dalle 5mila ore del 2022 alle 60mila previste per il 2025. La formazione è modulare, personalizzata e rivolta a tutte le funzioni aziendali, sviluppando sia competenze tecniche sia una “logica AI” capace di interagire con sistemi intelligenti.

mercoledì 19 novembre 2025

Benetton Formula, Alessandro Benetton: ecco cosa ho imparato da Schumacher

Benetton Formula portò Michael Schumacher al primo successo mondiale in F1: Alessandro Benetton, che al campione tedesco ha dedicato anche un capitolo del suo ultimo libro, ricorda oggi i trionfi vissuti accanto a lui.

Alessandro Benetton

Il “metodo Schumacher”: Alessandro Benetton racconta la lezione che ha fatto grande Benetton Formula

In occasione dell’uscita di “Benetton Formula”, Alessandro Benetton è ritornato a parlare del rapporto con Michael Schumacher. Il docuemntario ripercorre infatti l’epopea d’oro della scuderia che, da outsider, arrivò a imporsi a livello internazionale scrivendo negli anni ‘90 pagine rilevanti nella storia della competizione. La storia di Benetton Formula, ha ricordato di recente in un’intervista anche il pilota austriaco Gerhard Berger, è indissolubilmente legata a quella di Schumacher: “Era metodico, preciso, un vero leader. Giovanissimo, ma con una capacità unica di dare direzione e motivare la squadra con il suo approccio e il suo metodo di lavoro. Ricordo che provava la macchina, tornava ai box e mi diceva: ‘Tu non puoi capire quanto frenino queste macchine’”, ha raccontato Alessandro Benetton recentemente presentando il documentario. Un talento assoluto quello del pilota tedesco, che con Benetton Formula vinse due Mondiali Piloti e ne portò al team anche uno Costruttori assieme a Johnny Herbert.

Alessandro Benetton ricorda Schumacher: “Da lui ho imparato l’essenza del metodo

Alessandro Benetton ha dedicato al pilota tedesco anche un capitolo del suo ultimo libro, “Mai fermi”, in cui racconta otto “maestri” che lo hanno ispirato nel suo percorso di crescita personale e professionale. Non propriamente otto, ma dieci: un capitolo del libro è infatti dedicato ai suoi tre figli, la maggiore Agnese (24 anni), sua sorella Luce (18) e Tobias (21). Tra gli altri “maestri” c’è anche Schumacher, che ha conosciuto negli anni in cui ha guidato Benetton Formula in qualità di Presidente. Dietro quel talento straordinario c’era “un ragazzo che stava diventando uomo in gran velocità”, ricorda Alessandro Benetton. “Da lui, durante questa sua fase di crescita, ho imparato l’essenza del metodo. Meticoloso in tutto, nel suo mestiere Michael era maniacale, soprattutto nella preparazione. Questo lo rilassava molto. Ricordo che dormiva nel motorhome una mezz’ora prima del Gran Premio e poi, in cinque minuti, era a 300 all’ora sotto il sole cocente, perché lui sentiva di aver fatto il suo dovere. Ma era meticolosissimo anche nei rapporti personali”: la lezione di un “leader”, ha ribadito Benetton anche recentemente ai microfoni di Sky Sport. Uno dei miti raccontati oggi in “Benetton Formula”, nelle sale dei The Space Cinema il 14, 15 e 16 novembre e su Sky e NOW dal 30 novembre.

Gian Maria Mossa spiega perché Banca Generali è “Best Private Bank in Italy” 2025 secondo il FT

Banca Generali è “Best Private Bank in Italy” per la settima volta negli ultimi nove anni. L’AD Gian Maria Mossa: “Dal primo premio dall’FT nel 2016 le nostre masse sono salite di quasi il 140% e il titolo ha circa triplicato il proprio valore”.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: Banca Generali riconosciuta dal “Financial Times” come “Best Private Bank in Italy” 2025

Banca Generali è stata nuovamente premiata come “Best Private Bank in Italy” dal Gruppo del “Financial Times”. È la settima volta negli ultimi nove anni che l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa ottiene il riconoscimento, uno dei più prestigiosi a livello internazionale. “Siamo onorati dell’attenzione che ci arriva dalle testate del Gruppo FT, riconoscendo l’impegno di tutta la squadra di Banca Generali”, ha commentato il CEO: il premio infatti è frutto del giudizio indipendente di operatori e giornalisti di “Professional Wealth Management” (PWM) e “The Banker”, che hanno riconosciuto a Banca Generali “la leadership nei servizi di investimenti e advisory evoluta, l’innovazione negli strumenti e nel supporto alle PMI”. Particolarmente apprezzata, infatti, è stata la recente operazione che ha portato all’acquisizione di Intermonte. I riconoscimenti sono stati assegnati nel corso di una cerimonia di rilievo internazionale che ha riunito a Londra le realtà più importanti al mondo del settore.

Gian Maria Mossa sottolinea il valore del riconoscimento

Dal primo premio dall’FT nel 2016 le nostre masse sono salite di quasi il 140% e il titolo ha circa triplicato il proprio valore”, ha sottolineato Gian Maria Mossa. In questi anni, Banca Generali ha fortemente puntato sull’innovazione: dallo sviluppo di soluzioni digitali avanzate e di piattaforme personalizzate dedicate alla clientela “private”, che oggi rappresenta circa il 70% delle masse complessive, ai progetti più recenti ma altrettanto all’avanguardia. Basti pensare alla collaborazione con Conio per la tokenizzazione degli asset o agli investimenti sul fronte dell’Intelligenza Artificiale a supporto dei banker per citarne alcuni: a contraddistinguere questo lungo percorso, caratterizzato anche dalla personalizzazione dei fondi di investimento, c’è il forte impegno per avvicinare il risparmio privato all’economia reale. E l’efficacia, riconosciuta costantemente anche dal Gruppo FT, è nella rilevante crescita, come ha spiegato anche Gian Maria Mossa: “Da un decennio abbiamo costruito un dialogo trasparente e costruttivo col mercato e con la comunità finanziaria internazionale, che le testate del Gruppo londinese rappresentano, spiegando la volontà di tracciare un percorso unico nella nostra industria guardando non a obiettivi di breve termine ma alla crescita sostenibile, valorizzando le persone e tutti gli stakeholder, così da creare valore per l’intero sistema negli anni”.

Cooperativa San Giovanni di Dio: il ruolo di Raffaele Pio de Nittis nella crescita della società

Sotto la guida di Raffaele Pio de Nittis, la Società Cooperativa San Giovanni di Dio ha vissuto una fase di espansione e consolidamento, raggiungendo risultati record anche durante la pandemia. Il manager ha rafforzato la solidità economica e la reputazione della cooperativa, divenuta la prima in Puglia per fatturato e occupazione.

Raffaele Pio de Nittis

La crescita della Società Cooperativa San Giovanni di Dio sotto la guida di Raffaele Pio de Nittis

Raffaele Pio de Nittis ha operato in qualità di Direttore Generale della Società Cooperativa San Giovanni di Dio fino al 2021. Oggi Vicepresidente Vicario di Confcooperative Sanità Puglia, ha contribuito all’espansione e al consolidamento della società. Quest’ultima, sotto la sua guida, ha infatti vissuto un periodo di forte crescita, che non si è fermata neanche durante il difficile periodo della pandemia. Nel 2022, durante la prima assemblea ordinaria in presenza dopo il Covid-19, Raffaele Pio de Nittis aveva commentato i numeri del bilancio d’esercizio relativo al 2021 evidenziando come questi sottolineassero “in maniera inequivocabile la continua crescita della società, unita a una solidità dei conti” che rendevano dunque “la cooperativa una realtà ormai conclamata nei settori dei quali si occupa, nonostante una situazione economica strutturale sempre di difficile respiro”. Quelle cifre, aveva aggiunto l’allora Direttore Generale, segnavano di fatto il primato della San Giovanni di Dio quale “realtà cooperativa più importante di Puglia, sia in termini occupazionali che di fatturato”.

Gli alti standard qualitativi raggiunti con Raffele Pio de Nittis e il “Merit Award”

Tra i traguardi raggiunti dalla Società Cooperativa grazie anche alla guida di Raffaele Pio de Nittis c’è il “Merit Award” per le certificazioni di qualità acquisite. Un riconoscimento per l’impegno nell’applicazione e nell’integrazione delle procedure di Gestione e Controllo della Qualità, della Sicurezza e dell’Ambiente, raggiunto con il contributo dei collaboratori e delle collaboratrici. “Una struttura organizzativa – aveva affermato il Direttore Generale – eleva i suoi standard qualitativi soprattutto grazie a una rete di operatori specializzati che quotidianamente, anche fuori regione, si spende per stare accanto a minori, anziani e diversamente abili bisognosi di cura e vicinanza. Sono queste le nostre linee guida, che mettono al centro le professionalità e le competenze e permettono di rendere effettivi i valori fondanti di una società dal profilo riconosciuto”.

La carriera di Andrea Mascetti tra diritto, finanza e cultura

Andrea Mascetti è il fondatore dell’omonimo Studio Legale. Operativo dal 2004, offre supporto a imprese, enti pubblici e privati in materia di diritto civile, amministrativo e penale.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: la carriera forense

Andrea Mascetti nasce a Varese nel 1971. Dopo aver frequentato il liceo classico della sua città, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, presso la quale si laurea nel 1996. Ottenuta l’abilitazione, entra nell’Ordine degli Avvocati di Varese (successivamente anche nell’Ordine di Milano). La sua carriera prende il via in qualità di collaboratore dello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Nel 2004, fonda lo Studio Legale Mascetti, attivo in diversi rami del diritto civile, amministrativo e penale. Con sedi a Milano, Varese e Roma, conta su un team multidisciplinare di professionisti specializzati in varie tematiche. Andrea Mascetti, nello specifico, esercita la propria attività prevalentemente nell’ambito del diritto civile e amministrativo. In materia civile, vanta un’esperienza pluriennale soprattutto nel diritto commerciale e societario, nei temi relativi ai diritti reali, nonché in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro. Per quanto riguarda il diritto amministrativo, svolge attività difensiva davanti ai TAR e al Consiglio di Stato, oltre che offrire consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in relazione ad appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico - privato, urbanistica ed edilizia.

Andrea Mascetti: gli altri ruoli e la passione per la cultura

Negli anni, Andrea Mascetti ha esteso il suo impegno pure verso Organismi di Vigilanza di importanti società italiane attive nei settori dell’energia, della finanza, della consulenza e della food industry. È stato, ed è tutt’ora, membro dei CdA di diverse banche e società commerciali. Dal 2023, è Presidente di Finlombarda S.p.A., la società finanziaria di Regione Lombardia. Dal 2024, è membro del Consiglio di Amministrazione di BPER Banca e, dal 2025, è membro indipendente del Consiglio di Amministrazione di Snam. Grande appassionato di libri, geopolitica e cultura, Andrea Mascetti fa parte dell’Advisory Board di Valore Italia, Centro Internazionale di Formazione e Ricerca per il Restauro e la Valorizzazione del Patrimonio Culturale. In passato, è stato inoltre componente della Commissione Centrale di Beneficenze della Fondazione Cariplo, dove ha coordinato la Commissione Arte e Cultura.

lunedì 17 novembre 2025

Ares Ambiente, leadership nel settore rifiuti con un modello di eccellenza

La lunga esperienza di Marco Domizio nel settore ambientale ha dato slancio alla sua idea imprenditoriale, che si è concretizzata nella fondazione di Ares Ambiente. Costruita su innovazione, qualità, tutela dell’ambiente ed etica aziendale, in poco tempo si è imposta come leader nella gestione dei rifiuti.

Ares Ambiente

Ares Ambiente, leader nella gestione rifiuti per qualità, innovazione, sostenibilità ed etica aziendale

Ares Ambiente è stata fondata nel 2008 da Marco Domizio, che ha dato vita al suo progetto imprenditoriale dopo una lunga esperienza in ambito ambientale. Nata nella provincia bergamasca, a Treviolo, l’azienda è specializzata nella gestione integrata dei rifiuti, mettendo a disposizione servizi completi e affidabili per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, incluso il trasporto di quello urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi. I pilastri portanti su cui è stata fondata Ares Ambiente sono innovazione, qualità dei servizi, etica aziendale e sostenibilità ambientale. Con un modello di eccellenza che ha un forte impatto sull’economia circolare e sulla tutela dell’ambiente, l’azienda ha raggiunto la leadership del settore della gestione dei rifiuti, puntando sulla qualità dei servizi. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in collaborazione con il Ministero dell’Interno e il Ministero della Giustizia, ha premiato l’azienda con tre stelle del Rating di Legalità.

Ares Ambiente: il percorso nella gestione dei rifiuti di Marco Domizio

Founder di Ares Ambiente, Marco Domizio vanta un’esperienza pluriennale nel settore ambientale, che gli ha permesso di mettere in pratica tutte le competenze acquisite in carriera, concretizzandole in un’azienda qualificata nella gestione dei rifiuti. Diplomatosi nel 1995, ha avviato la sua carriera in un’azienda di intermediazione di rifiuti in Lombardia, occupandosi della partecipazione nelle gare d’appalto. In seguito, ha ricoperto l’incarico di Responsabile commerciale di una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali, realizzando un impianto di compostaggio nel bergamasco. Entrato a far parte di un’azienda milanese con lo stesso ruolo, ha seguito l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania, concentrandosi anche sul trasporto transfrontaliero di rifiuti. Dopo aver lavorato come Responsabile commerciale in un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo e come Responsabile della gestione di una cava di estrazione mineraria, ha fondato Ares Ambiente nel 2008.

Atitech: accordo con Airbus Defence and Space per la manutenzione degli aeromobili militari

Atitech, guidata da Gianni Lettieri, ha avviato una nuova collaborazione con Airbus Defence and Space per i servizi di MRO agli aeromobili militari a Napoli, consolidando i servizi nell’ambito dell’ecosistema della difesa europea.

Atitech

Atitech: l’accordo con Airbus Defence and Space per servizi di MRO di aeromobili militari

In occasione dell’evento “MRO Europe”, che si è tenuto a Londra dal 14 al 16 ottobre, Atitech ha stretto un nuovo accordo che prevede la fornitura di servizi di manutenzione, riparazione e revisione degli aeromobili militari di Airbus Defence and Space negli stabilimenti di Napoli. La più grande MRO indipendente del mercato EMEA, guidata da Gianni Lettieri, aveva già stretto una partnership con Airbus per quanto riguarda la manutenzione degli aeromobili commerciali relativi alle strutture di Napoli e Roma. In seguito a questo nuovo accordo strategico, Atitech ha allargato i propri servizi e le proprie competenze anche in ambito militare, con l’obiettivo di fornire disponibilità operativa a lungo termine alle flotte di Airbus. Nell’attuale congiuntura geopolitica, la nuova collaborazione sottoscritta dalle due realtà mira a rafforzare la fornitura dei servizi dell’ecosistema della difesa europea.

Atitech: le operazioni per lo sviluppo in Italia e all’estero

Il nuovo accordo strategico siglato con Airbus Defence and Space rientra nei piani di Atitech per il consolidamento e l’espansione dei propri servizi sia in Italia che all’estero, rilanciando il settore della manutenzione aeronautica nazionale. La MRO guidata da Gianni Lettieri, infatti, ha rimesso in funzione il nuovo polo di Olbia, riservandolo ai business jet: sono già 45 i tecnici assunti, prevendendo di salire a quota 300 per i prossimi anni. In ambito internazionale, invece, Atitech ha firmato una lettera d’intenti per l’avvio di una joint venture con Alnimr Alarabi Holding e LLC per la creazione di un centro specializzato in manutenzione e revisione di aeromobili e componenti, con sede in Arabia Saudita. Lo scopo è assumere la leadership della manutenzione aeronautica nell’area SEMEA, ovvero Sud Asia, Medio Oriente e Africa.

Susan Carol Holland inaugura la seconda edizione del Festival della Gentilezza

L'ascolto come fondamento di ogni relazione autentica e di ogni percorso di cura: è questo il messaggio centrale della seconda edizione del Festival della Gentilezza, inaugurata da Susan Carol Holland, Presidente della Fondazione Amplifon. Due giornate di incontri che hanno esplorato il valore della gentilezza attraverso le voci di oltre 40 ospiti, tra neuroscienziati, psicologi, artisti e figure del mondo sociale, in un dialogo che ha intrecciato riflessioni scientifiche e testimonianze umane.

Susan Carol Holland

Festival della Gentilezza alla Sala Buzzati: Susan Carol Holland e Barbara Stefanelli all’apertura dei lavori

La Sala Buzzati del "Corriere della Sera" ha ospitato la seconda edizione del Festival della Gentilezza, evento promosso dalla collaborazione tra Fondazione Amplifon e 7 - Corriere della Sera. Susan Carol Holland, Presidente della Fondazione Amplifon, ha aperto i lavori insieme a Barbara Stefanelli, direttrice vicaria del quotidiano, introducendo il tema centrale della manifestazione: "Ascoltare, primo gesto gentile". Due intense giornate di confronto hanno visto alternarsi oltre 40 ospiti tra talk, incontri e momenti di riflessione, tutti dedicati a esplorare la gentilezza come strumento di benessere sia individuale che collettivo. L'iniziativa ha posto l'accento su come l'ascolto costituisca la base di ogni relazione autentica e di qualsiasi percorso di assistenza e cura verso gli altri. Il programma ha intrecciato contributi provenienti da ambiti diversi – neuroscienze, psicologia, arte, letteratura – evidenziando gli effetti positivi della gentilezza sulla salute mentale. Il neuroscienziato Claudio Mencacci ha spiegato come la gentilezza produca benefici concreti sul cervello e sull'equilibrio emotivo, mentre Maria Cristina Ferradini, Consigliere Delegato della Fondazione Amplifon, ha sottolineato il potenziale trasformativo di questo valore, capace di modificare i comportamenti individuali e collettivi e di agire come leva di cambiamento sociale.

Gentilezza come linguaggio universale: le testimonianze degli ospiti del Festival promosso da Susan Carol Holland

L'incontro, coordinato da Nicola Saldutti, ha raccolto le testimonianze di personalità di rilievo come Ferruccio de Bortoli, Mario Calabresi, Sandra Sassaroli e Gherardo Colombo, tutti impegnati in una riflessione corale su come la gentilezza possa contrastare l'aggressività e favorire una nuova cultura del rispetto reciproco. Nel corso delle due giornate, si sono succeduti interventi di artisti, autori, educatori e rappresentanti del mondo sociale e culturale. Vincenzo Schettini, noto come il "Prof" dei Millennials, ha descritto la gentilezza come una componente essenziale di rispetto da non sacrificare per ottenere visibilità sui social network, mentre la scrittrice Rosella Postorino ha ricordato come ogni tentativo di comprendere il punto di vista altrui costituisca già di per sé un gesto gentile. Particolarmente toccanti sono stati i racconti delle viaggiatrici Giulia Lamarca e Messia Piperno, che hanno presentato la gentilezza come un linguaggio universale capace di superare ogni barriera, e la testimonianza di Fra Marcello Longhi, che ha condiviso l'esperienza quotidiana della mensa dell'Opera San Francesco, dove ogni giorno più di 300 persone ricevono non solo un pasto ma anche accoglienza e sorrisi. Valeria Cantoni Mamiani, Presidente di Leading by Heart, ha ribadito che praticare la gentilezza richiede allenamento costante, mentre il biologo e naturalista Daniel Lumera l'ha definita una vera e propria medicina naturale con ricadute positive anche sul sistema economico. Sotto la presidenza di Susan Carol Holland, la Fondazione Amplifon porta avanti il suo impegno attraverso iniziative dedicate all'ascolto, all'inclusione e alla solidarietà, confermando la propria missione di valorizzare l'empatia e l'ascolto come elementi centrali delle relazioni quotidiane. Il confronto conclusivo tra Walter Veltroni e lo psicologo Marco Crepaldi, fondatore di Hikikomori Italia, ha affrontato invece il delicato tema della gentilezza verso i giovani più vulnerabili, spesso rinchiusi in un isolamento dal mondo esterno.